DIFETTI VISIVI NEI BAMBINI: I PIÙ COMUNI

difetti visivi nei bambini

I 5 difetti visivi più comuni nei bambini: scopri quali sono e come riconoscerli

Anche i bambini, si sa, come i grandi possono soffrire di problemi alla vista. Quante volte vi sarete sentite dire dai vostri figli che hanno mal di testa o li avete ripresi nell’atto di strizzarsi gli occhi? Sappiate che questi possono essere segnali di problemi di vista che il bambino non riconosce come tali e dei quali ci comunica, ovviamente in base all’età, la conseguenza fisica provocata da queste problematiche visive.

Difetti visivi dei bambini: l’elenco

Ma quali sono i più comuni difetti visivi nei bambini? Schematizzeremo, per vostra praticità, in un breve elenco i principali difetti visivi che colpiscono i più piccoli:

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Problemi visivi nei bambini: come riconoscerli dai primi segnali

I bambini, soprattutto se piccoli, spesso non si rendono conto se la loro visione ha qualche anomalia, sopratutto se sono abituati da sempre a vedere in un certo modo: è fondamentale porre più attenzione ai vari segnali d’allarme che ci lanciano involontariamente.

I segnali e i sintomi d’allarme più evidenti potrebbero essere:

  • strizzare gli occhi;
  • avvicinarsi alla tv o al libro o al telefono o al tablet;
  • stropicciarsi gli occhi;
  • tenere un occhio chiuso;
  • tenere la testa inclinata da un lato;
  • bruciore agli occhi;
  • mal di testa;
  • lacrimazione.

L’occhio dei bambini: miopia, ipermetropia e astigmatismo nei bambini

Alla nascita il nostro non è ancora completamente sviluppato: sono presenti quasi tutte le strutture ma non sono ancora sviluppate e posizionate perfettamente.

Per questo motivo la visione di un neonato nei primi mesi di vita non è nitida, ma percepisce la presenza ed il movimento degli oggetti. Nel corso del primo anno tuttavia le immagini migliorano sempre di più fino a stimolare in maniera abbastanza buona anche la coordinazione dei movimenti oculari.

La visione migliora e si affina sempre più fino a raggiungere un risultato quasi ottimale intorno ai 4 anni, in cui i 2 occhi iniziano a lavorare sempre meglio assieme contribuendo al corretto sviluppo visuo-motorio e visuo-cognitivo, garantendo la normale crescita del bambino fino al termine dell’età plastica (circa 9-11 anni).

In questo periodo l’occhio, che parte con un valore di ipermetropia nei primi anni di vita, affronta un processo di crescita che lo porta ad automodificarsi per ridurre al minimo il difetto visivo. Tuttavia questo processo può non funzionare al meglio e comportare una crescita eccessiva dell’occhio o viceversa una crescita troppo ridotta: nel primo caso l’occhio diventerà miope, mentre nel secondo rimarrà ipermetrope.

Se invece di crescere o no, si dovessero modificare altre strutture o lenti dell’occhio, potrebbe emergere un problema definito astigmatismo che a differenza della miopia tende a stabilizzarsi e non crescere continuamente col tempo.

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Strabismo nei bambini

Oltre ai problemi di “focalizzazione”, lo crescita oculare può incontrare altri ostacoli anche nell’allineamento dei 2 occhi: in questo caso si parla di strabismo. Lo strabismo colpisce circa il 2% dei bambini e è un’anomalia che può essere corretta con degli interventi chirurgici, purché venga diagnosticata precocemente.

Un’altra anomalia molto diffusa nei bambini è l’ambliopia, forse più conosciuta come occhio pigro. Questo tipo di problema sorge  quando i due occhi hanno caratteristiche diverse (uno più miope, uno più astigmatico, uno più deviato, ecc) e di conseguenza il cervello “spegne” uno dei due occhi per non vedere doppio: così facendo uno dei due occhi non si sviluppa più come dovrebbe e diventa quindi “pigro” e con una visione inferiore a quella dell’altro occhio.

In tutti i difetti visivi visti in precedenza è fondamentale la diagnosi precoce attraverso visite oculistiche periodiche: prima si riesce a correggere il problema, più possibilità ci sono di far proseguire il bambino nel suo corretto sviluppo.

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